| LA
PRESENTAZIONE DEL LIBRO |
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Questo libro nasce direttamente dall'esigenza di avere un testo sintetico di riferimento per le varie iniziative di formazione con cui mi sono trovato a collaborare.
In questi anni ho avuto modo di tenere seminari e conferenze dedicate al mondo del copyleft e degli approcci alternativi alla proprietà intellettuale classica e costantemente ho avvertito una necessità di informazione di base relativa più che altro ai concetti essenziali del diritto industriale (prima ancora di affrontare una loro critica e reinterpretazione post-moderna). Questo - a ben vedere - non sarebbe stato indispensabile se i seminari e le conferenze si fossero sempre tenuti nelle facoltà di giurisprudenza o di economia, dove tali principi di base rientrano nei piani di studi istituzionali; diversa è invece la situazione nel caso di ambienti più compositi e differenziati come le associazioni culturali, gli enti pubblici (nello specifico, i sistemi bibliotecari e archivistici, in cui prevale una formazione letteraria), l'editoria indipendente e la comunicazione web.
Infatti, ciò a cui si è assistito negli ultimi anni è una crescente curiosità sui temi del diritto d'autore e del diritto delle comunicazioni in generale anche in ambienti diversi da quelli tradizionalmente preposti a questo tipo di materie; è un'altra conseguenza dell'impatto che ha avuto il nuovo modo di comunicare, fare cultura, fare informazione derivante dalla rivoluzione digitale e telematica. Ora tutti coloro che in qualche modo partecipano a questo affascinante mondo chiamato “società dell'informazione” si sentono chiamati ad affrontare problematiche anche di natura giuridica, che però la loro formazione normalmente non prevedrebbe.
Ecco come nasce l'idea di un manuale di base come questo, in cui vengono affrontati anche concetti davvero essenziali (come quelli del capitolo primo) fino a guidare il lettore negli aspetti più tecnici della materia. Il tutto utilizzando un linguaggio il più possibile semplice ed accessibile, ma pur sempre rigoroso e preciso.
Ovviamente, la lettura di alcuni paragrafi (soprattutto quelli del capitolo primo) potrà apparire banale o addirittura superflua per coloro che hanno avuto già modo di conoscere i principi della teoria generale del diritto; e forse ai puristi della scienza giuridica alcuni passaggi potranno apparire come eccessive semplificazioni dei problemi. Mi scuso dunque con costoro per lo scandalo che queste pagine potranno eventualmente creare ai loro occhi e li invito tuttavia a cogliere appieno il senso di questa pubblicazione, il cui intento divulgativo spero possa essere dai più apprezzato.
Simone
Aliprandi
(marzo 2007)